Il canto è potere dentro

laboratori esperienziali, educazione al canto, scrittura creativa della canzone

teatro, ricerca, formazione, voce artistica

il canto come cura, contatto, conoscenza, accoglienza

per scoprire le connessioni tra corpo, voce, emozioni


VOCE CREATIVA™

 




LABORATORI INDIVIDUALI O IN GRUPPO, PERCORSI DI RIABILITAZIONE, SCRITTURA DELLA CANZONE, EDUCAZIONE AL CANTO NATURALE.

Voce, compagna di viaggio, centro delle scoperte, misura della nostra dimensione di esseri umani. Siamo aperti alla ricerca e allo studio di diverse tecniche, percorsi, linguaggi, teorie e pratiche della voce. Per esplorare la possibilità di trovare una intima comunione tra il corpo, i sensi, le emozioni e l’uso della voce, sia in ambiti artistici che per necessità professionali, e nella vita di tutti i giorni. Migliorare e liberare il potenziale che si trova in tutte le voci, stimolare l’ascolto, accrescere una maggiore consapevolezza delle risonanze dell’intero sistema del corpo e delle profonde relazioni tra corpo, voce e anima.

< 2018 >
Aprile
Dom
Lun
Mar
Mer
Gio
Ven
Sab
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
  • A voce libera!
    15:00 -22:00
    2018-04-25

    Perugia, PG, Italia

    Perugia, PG, Italia

    UMBRIA IN VOCE “SBARCA” SUL PALCOSCENICO DEL TEATRO MORLACCHI

    “Canta che ti passa!”, recitava un vecchio adagio… e aveva ragione.

    Il tema della voce è un tema universale, che ci riguarda tutti e non è prerogativa di chi la usa per cantare, scoprire le potenzialità della voce è un viaggio dentro noi stessi che non finisce mai di stupirci. Le recenti ricerche scientifiche ormai dimostrano che i benefici del canto sono molteplici: è un potente antistress, aumenta la funzionalità del sistema immunitario, riduce tensioni muscolari, favorisce la creatività libera e istintiva, migliora le relazioni, regola l’umore, regala gioia e senso di Claudia Fofi, cantautrice, poetessa, formatrice vocale con un suo metodo (Voce Creativa™) è la direttrice artistica che nel 2015 si è inventata il festival Umbria in voce, lo ha proposto all’associazione Archè che con Paolo Ceccarelli ha scommesso sul progetto. L’obiettivo dichiarato è riavvicinare le persone al canto spontaneo e a un uso più consapevole della voce, sia in ambito artistico che professionale, ma anche in percorsi di crescita personale, nella relazione di cura, nella prevenzione dei disturbi vocali. Perchè la voce è anche il più importante strumento della comunicazione non verbale, e non ce ne rendiamo conto. “La mia è una storia di liberazione attraverso il canto, conosco molto bene il valore di questa esperienza, so quanto fa bene e nel mio lavoro cerco di trasmettere soprattutto questo aspetto. Cantare non solo per “diventare cantanti”, ma proprio per riappropriarci del piacere di cantare”, racconta la Fofi. “Oggi il canto viene vissuto passivamente, per lo più, e i nostri programmi scolastici, a differenza di quelli di paesi più evoluti, non danno importanza a questa pratica, che invece è importantissima per la crescita delle persone, sia a livello individuale che come comunità, perchè un popolo che canta, da sempre, è un popolo più felice”. La scelta di Umbria in voce è chiara: offrire laboratori, che non richiedano competenze musicali, ma solo voglia di sperimentarsi e di mettersi in gioco, rivolgendosi a un target molto eterogeneo. In pratica tutti possono avvicinarsi, anche gli “stonati”. Umbria in voce propone anche concerti, convegni, momenti di riflessione, performance, jam session poetiche e canore, e tutto è pensato per ribaltare la relazione pubblico/spettatore. Il pubblico diventa popolo, protagonista vero dell’evento. Idea semplice e nella sua semplicità, geniale. Normalmente nell’arco di tre giorni si fanno esperienze di canto ma anche di lettura ad alta voce, di espressione della voce naturale, di improvvisazione passando tra generi diversi, con grande attenzione alla qualità dell’accoglienza. Umbria in voce si svolge a novembre a Gubbio, ma sin dalla scelta del nome si è pensato alla regione Umbria come referente nel suo insieme, ipotizzando la creazione di una possibile rete di comuni che vogliano prestare luoghi ed energie per costruire l’unico evento in Italia dove si va proprio per cantare. Da quest’anno quindi è nata una collaborazione con Carla Gariazzo, formatrice teatrale perugina, per “esportare” una tappa del festival a Perugia. Il 25 aprile infatti, sul palcoscenico del Teatro Morlacchi, previa iscrizione (l’evento è a numero chiuso), si potrà partecipare a uno o più laboratori. Una bella occasione di socializzazione, un modo veramente diverso per passare una giornata di festa. L’evento, che gli organizzatori hanno voluto chiamare “A voce libera”, proprio per la liaison con la ricorrenza storica, vedrà il susseguirsi di quattro laboratori, a partire dalle 15 fino alle 22.30. Per l’occasione sono stati coinvolti formatori e artisti perugini, con l’intento di valorizzare le alte professionalità presenti nel nostro territorio.

    Ecco il programma nel dettaglio:

    15.00-16.30 La voce Olistica con Roberto Panzanelli

    16.30-18 Una voce, tante voci con Carla Gariazzo e Carlo Buonaurio

    18.00-19.30 Mindfulness e voce con Federico Giubilei

    19.30-21,00 “La colpa è la mia che t’ho fatto”, durante l’apericena monologo con Stefano Baffetti accompagnato alle percussioni da Francesco Montesi.

    21-22.30 Improvvisazione vocale estrema con Claudia Fofi

    Per informazioni e iscrizioni umbriainvoce@gmail.com – 339.4076156 (segreteria festival)

26
27
28
29
30
maggio
maggio
maggio
maggio
maggio

CLAUDIA FOFI

CLAUDIA FOFI

Sono cantautrice, cantante, autrice, trainer olistico della voce e del suono, perfezionata in musicoterapia. Sono esperta   Roy Hart Theatre. Ho attraversato molti anni cantando e facendo cantare le persone, nei contesti più diversi e penso che sia il lavoro più bello del mondo. La Voce Creativa™ è un approccio integrato di ricerca vocale che si applica in vari ambiti di intervento, dal lavoro con gli artisti in progetti personalizzati, a quello nella formazione esperienziale in azienda, nella crescita personale, per favorire processi trasformativi, creatività, migliorare la relazione, sostenere la cura, creare dinamiche sociali di integrazione e dialogo attraverso l’attivazione del canto e di un uso più consapevole del corpo, del respiro, delle proprie risorse individuali. ContinuaFacebook



ULTIME DAL BLOG


Ozi d’autore a Perugia

Ieri sera, 8 febbraio 2018, sono stata invitata a tenere una “lezione”, o piccola conferenza, o insomma, a parlare in questo salotto intimo e vivace di Rosella de Leonibus, psicoterapeuta e formatrice molto nota e apprezzata, da me in primo luogo. La stanza era stracolma, non me l’aspettavo, tanto che avevo preparato dei foulards per far fare un’esperienza con la voce a occhi chiusi e al buio, ma erano pochi, così con santa pazienza mi sono messa, con l’aiuto di Andrea, a tagliuzzare i fazzoletti. E’ stato buffo, ognuno voleva un colore diverso, c’era chi detestava il rosa (com’è possibile! mi domando, io l’adoro…il rosa nella mia vita non può mai mancare). Ho raccontato la mia storia con la voce, e mentre parlavo mi si sono chiarite molte cose, è stato veramente interessante scoprire che sono felice, sono felice di far cantare le persone, che è un lavoro nobile, una missione in un certo senso, anche se non voglio incensarmi, mi pare un lavoro bellissimo. Ricordo che una volta Kaya Anderson, l’insegnante che di più mi ha ispirata nella mia formazione, disse che il suo era il lavoro più bello del mondo. E lo diceva con gli occhi azzurrissimi da bambina, aperti verso il mondo e pieni di vita anche a ottant’anni. Le belle persone che ho incontrato ieri mi guardavano e io pensavo, ma veramente vogliono sapere qualcosa da me? E io? Cosa so? Io non so niente, io ascolto le voci, le coccolo, le aiuto a uscire. A un certo punto mi è stato chiaro, durante questa esperienza molto gratificante da un punto di vista personale e... leggi tutto

Umbria in voce terza edizione

Oggi mi sento di tornare coi piedi per terra, dopo giorni in cui volavo. Tre anni fa ho avuto questa intuizione, creare un festival in cui le persone fossero avvicinate all’uso della voce attraverso seminari esperienziali aperti a ogni livello. Nella poesia, nella narrazione, nel canto. La voce a tutto campo insomma. La terza edizione si è conclusa e posso dire adesso che è stata un vero successo, al di là di ogni più rosea aspettativa. Credo che questo sia dovuto in gran parte al fatto che in mancanza di vere comunità oggi molte persone più sensibili (io li chiamerei “ricercatori dell’umanità perduta”) cercano di vivere esperienze formative, belle, allegre, profonde, insieme ad altri, in un clima di accoglienza e di autenticità, per uscire dall’isolamento e trovarsi per davvero, a fare cose concrete come cantare. C’è stata tanta bellezza. Ho visto tanti visi ravvivarsi, colorarsi, ho sentito voci profonde, voci che avevano bisogno di gridare, voci che volevano cantare, voci sottili che volevano trovare lo spazio per farsi sentire. Sento che stiamo andando nella giusta direzione, sempre naturalmente in ascolto del vento…quindi come sa chi mi conosce, pronta a cambiare... leggi tutto

La voce oltre i confini della voce (appunti per Ozi d’autore)

Nel motore di ricerca google ho digitato: voce oltre i confini. La prima pagina che si apre parla di integrazione. Poi c’è Ozi d’autore, il titolo di questo mia piccola esperienza qui. Poi una pagina su un mantra, un concerto di Josè Carreras, un festival per cantanti emergenti. Oltre i confini sembra molto vago quindi, non è un approccio che delinea precisamente un percorso, un obiettivo, un ambito. Sono entrata dunque nella pagina che parla di integrazione, perchè mi sembrava l’unica che offrisse qualche spunto e infatti e ho trovato questa frase, di un maestro di coro: “Cantare in coro è espressione di integrazione rispetto reciproco e accoglienza. Dall’antichità la musica e il linguaggio dei suoni hanno potuto esprimere il simbolo del rispetto dei diritti umani, unire e creare accordi. La musica e il linguaggio dei suoni hanno il potere di alleviare le sofferenze dell’intera umanità”. Bello! E’ quello che volevo dire io, quando ho messo questo titolo al mio intervento? L’integrazione è un superamento di confini? Da sola basta oppure ci vuole anche l’empatia, quindi attraversare i confini per andare verso l’altro. Il canto può aiutare, può veramente arrivare dove il dialogo fallisce? Forse. Ma addentrandomi meglio nel significato profondo della parola confine, mi trovo a fare i conti con ben altri confini, stanno dentro di me e non sarei sincera se non ammettessi di averne. Mi confino in me quando mi irrigidisco nelle mie convinzioni, e lo faccio più volte al giorno. Mi confino quando penso di essere così e cosà. E ti confino quando delimito il tuo modo di essere dentro le mie etichette. E confino... leggi tutto

Umbria in Voce!

Un sogno che si realizza… “ Un sogno che si realizza, un’idea diversa di evento, non passivo ma partecipativo, che fa muovere le persone, le stimola, le fa uscire. Il tema della voce è un tema universale, che ci riguarda tutti e non è prerogativa di chi la usa per cantare. Scoprire le potenzialità della voce è un viaggio dentro noi stessi che non finisce mai di stupirci. Umbria in Voce torna per la seconda edizione, con un programma ricco di eventi interessanti. Si svolge a Gubbio dal 25 al 27 novembre un festival a dimensione umana, che vuole avvicinare le persone alla conoscenza del meraviglioso strumento “voce”. Non solo quindi appassionati di canto, ma sperimentatori, curiosi, persone in percorsi di evoluzione e crescita, educatori, esperti della relazione d’aiuto. Un’occasione che si distingue sin dal suo esordio per la qualità delle proposte formative in ambito vocale, tutte centrate su un approccio olistico e inclusivo. La voce come esperienza, come frutto di incontro e di stupore, grande protagonista nella comunicazione. La voce nel canto, nella poesia, nella narrazione, nella lettura. La voce che cura, di cui occorre prendersi cura. Quest’anno infatti Umbria in Voce promuoverà le buone pratiche vocali attraverso un opuscolo a carattere divulgativo che avrà diffusione nelle scuole primarie di secondo... leggi tutto

Analisi di una canzone. “Nessuno” raccontata da Claudio Zonta

https://musicantoblog.wordpress.com/2016/05/14/303/ Med Free Orkestra un progetto musicale e non solo. Il nome già condensa l’idea che soggiace in questo nuovo modo di pensare la musica: il Mediterraneo, ossia uno dei più grandi bacini culturali dell’Occidente; Free, come luogo aperto, dove lo sguardo si possa perdere all’orizzonte, libero da muri e pregiudizi, in cui si possa fare una musica senza frontiere e confini; Orkestra, con quella “k” che richiama la contestazione, l’occupazione, la protesta per le tante ingiustizie che si sperimentano quotidianamente. Se al Concerto del 1 maggio del 2015 è stata una sorpresa, quest’anno sono stati una miscela esplosiva (tra le più belle performance di tutta la giornata). La Med Free Orkestra non è solo un ensemble multiculturale, sebbene abbia la presenza di 15 musicisti di cinque Paesi, tre continenti e cinque lingue diverse, ma più specificatamente è interculturale, in quanto l’esito della loro musica è nuovo, una miscela di differenti esperienze culturali e musicali che scaturiscono in un stile non ancora sentito, un linguaggio musicale personale, in cui musica popolare, pop, rock, orientale, si fondono e si alimentano reciprocamente. L’ultimo lavoro musicale della Med Free Orkestra si intitola “Tonnosubito”, un album in cui si mescolano canzoni dai toni goliardici (Marika), danze di carattere etnico e popolare (Balla), canzoni dai ritmi africani un (Kemo Sanyang… pezzo che parla dell’africa e del Re della Guinea Bissao) e molto altro… In tutto l’album la sezione fiati conferisce energia e potenza; le percussioni africane affidate al senegalese Ismaila Mbaye e quelle arabe e indiane Daniele Di Pentima formano un insieme che ben si armonizza senza perdere la specificità; la Kora di Madya... leggi tutto

Le mie canzoni per la Med Free Orkestra!

Sabato 2 aprile all’Auditorium di Roma il gruppo multietnico Med Free Orkestra, capitanato da Francesco Fiore e dove spiccano la voce di Sara Jane Ceccarelli e la chitarra di suo fratello Paolo, presentano il nuovo album “Tonnosubito”. Ho il piacere e l’onore di avere scritto tre canzoni in questo lavoro, “Balla”, “Nessuno” e “Meglio cantare”. Non vedo l’ora di sentirle suonare dal vivo da questi musicist di tutto il mondo. L’anteprima che ho avuto in gran segreto rivelava un gran bel lavoro. Bello scrivere canzoni che altri canteranno e suoneranno, specialmente per gruppi impegnati e con contenuti alti come l’integrazione e l’accoglienza.    ... leggi tutto