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Odio le ragioniere


A metà strada tra la canzone la parola poetica e il teatro, questa performance presenta il libro, Odio le ragioniere, opera prima in forma di poema. Il libro è edito da Secop di Bari per la collana Poesia in Azione diretta da Silvana Kuhtz ed è illustrato dall’artista milanese Francesco Campanoni.
Claudia Fofi usa la parola poetica e la canzone per accompagnare lo spettatore in un viaggio all’interno del tradimento e dell’abbandono. Nonostante il tema, l’autrice riesce a far ridere di gusto passando con leggerezza e atroce ironia nella trama del proprio vissuto per andare a toccare il vissuto di ognuno. Claudia sta raccogliendo interviste di tradimenti e abbandoni altrui, che costituiscono il corpo di un’installazione di voci itinerante, presentata per la prima volta durante il Festival La Luna e Calanchi di Aliano nell’agosto 2016. Claudia Fofi si accompagna al pianoforte e usa un loop station per creare intrecci vocali dalle sonorità bizzarre e esilaranti.



Lune Storte


Le Lune Storte sono un gruppo di ragazze e alcuni operatori socio-sanitari che si incontrano, con cadenza settimanale, dal 2013, presso il Centro Accoglienza Diurno “Il passo di Ulisse” del Centro Salute Mentale della Asl1 di Gubbio. L’attività che guido e coordino è basata su un progetto di canto e scrittura della canzone. Il cd, intitolato “Posso”, è stato realizzato con il contributo dell’Associazione Quartiere di San Giuliano, che ha ospitato una lotteria estiva, nel 2014, che ci ha consentito di reperire i fondi necessari. Tanto volontariato e tanto cuore intorno a questa iniziativa, frutto di un percorso nel cuore della creatività, che unisce musica e riabilitazione.



Le relazioni pericolose


Può una relazione musicale essere definita “pericolosa”? La risposta è affermativa, quando i protagonisti della storia sono personaggi così interessanti come Ramberto Ciammarughi e Claudia Fofi. Le Relazioni Pericolose, citando il famoso romanzo epistolare di Choderlos de Laclos, è il titolo di un concerto caldamente consigliato agli amanti della musica d’autore (ma non immaginiamo clichées, le canzoni di Claudia Fofi sono assolutamente fuori dall’ordinario) e della buona musica in genere. L’incontro tra un grande pianista e compositore contemporaneo, Ramberto Ciammarughi, e le canzoni di Claudia Fofi, dà vita a un evento musicale di altissimo livello, caldo, pieno di sorprese musicali, di grande impatto emotivo per la qualità dei testi e degli arrangiamenti. La cantautrice umbra, outsider per vocazione, già vincitrice di numerosi premi, conosciuta per la parsimonia delle sue apparizioni, canterà un repertorio tutto nuovo, frutto di canzoni composte negli ultimi tre anni, e alcuni brani più antichi, facenti parte delle sue autoproduzioni. Siamo sempre nell’ambito che ha caratterizzato tutta la storia della Fofi, la ricerca sulla forma-canzone, ricerca che l’ha portata nel 2014 a tenere uno workshop sulla scrittura creativa della canzone al Meeting delle Etichette Independenti di Faenza. Quindi musica fuori dai generi, volutamente allergica a ogni tipo di definizione. Ramberto Ciammarughi, con il suo gusto eclettico, l’amore per la parola teatrale e letteraria, la vivace vena compositiva e il grande virtuosismo pianistico (mai fine a se stesso), interpreta queste canzoni dando loro un’impronta personale, facendole proprie, ampliandone i confini. In tutto questo è da ricordare la partecipazione del chitarrista eugubino Paolo Ceccarelli, già al fianco di Claudia Fofi nel recente “Concerto Autobiografico”.



Concerto Autobiografico


Le musiche e le canzoni di questo concerto sono state composte da Claudia Fofi. E’ una prima tappa, diciamo una specie di “prova aperta” ancora molto in divenire, di un progetto che vuole lavorare attraverso la canzone (con o senza testi) sull’autobiografia. Il progetto si focalizza in questa primo concerto sul proprio vissuto per poi allargarsi alle esperienze di altri, in una prospettiva come sempre di partecipazione e azione collettiva. La performance ha dei momenti di pura improvvisazione, dove Claudia mostra la nascita della linea melodica senza alcuna pre-preparazione. Lo fa con l’ausilio di un “loop”, un registratore di linee melodiche che possono sovrapporsi fino a creare delle vere e proprie architetture sonore. Questo spiega come mai in certi punti avrete la sensazione di più strumenti che suonano in contemporanea. Non c’è niente di pre-registrato, tutto avviene nel momento stesso dell’esecuzione. Paolo Ceccarelli contribuisce con la sua bravura e sensibilità artistica alla creazione di questi brani, che in certi punti si allontanano dalla forma-canzone per andare a esplorare territori musicali senza confini né etichette. (con Paolo Ceccarelli alle chitarre e sitar)